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“In Europa pericolo di rivolte di massa e persino la rivoluzione”

(Source: wallstreetitalia.com)

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"Abbiamo rimontato il vecchio teatrino e ognuno ha ripreso in mano quasi in automatico lo stanco copione di sempre. Il giudizio delle forze politiche si è fatto irridente nei confronti dei mercati dimenticando che abbiamo metà del nostro debito collocato all’estero e dobbiamo comunque nei prossimi mesi rinnovarlo."

Dario Di Vico

http://www.corriere.it/editoriali/12_marzo_30/20120330NAZ01_35_2d3c455e-7a27-11e1-aa2f-fa6a0a9a2b72.shtml

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theeconomist:

Tomorrow’s cover today: by ignoring their country’s economic problems, France’s politicians are making it far harder to tackle them.

theeconomist:

Tomorrow’s cover today: by ignoring their country’s economic problems, France’s politicians are making it far harder to tackle them.

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"Quando un cancelliere tedesco parla tanto di Europa per non dire niente e poi fare poco nonostante il futuro dell’euro resti tanto incerto, quando pretende di controllare direttamente le politiche di spesa dei partner espropriandoli della sovranità sui bilanci nazionali senza concedere niente in cambio, né in termini di solidarietà finanziarie né di crescita economica, c’è davvero di che preoccuparsi."
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I mercati però non vedono i segni, nelle classi politiche tedesche, francesi ed europee, né della consapevolezza del rischio terribile a cui tutti siamo esposti. Né dei rimedi possibili da adottare. La Merkel non passa giorno che non dica no a ciascuna di queste diverse ipotesi. La Germania del resto ha un suo piano B. Ha un suo Lebensraum economico ottimale, che non coincide affatto con l’euroarea ma si estende all’est Europa e all’intera Scandinavia, ha una politica propria e non europea nel braccio di ferro tra yuan e dollaro, in quanto il rapporto di Berlino con la Cina è diretto e nonpassa certo né per Bruxelles né per Francoforte .Gli altri governi tacciono. I francesi con Sarkozy per grandeur non hanno capito che l’esposizione del loro sistema bancario pretendeva un ruolo diverso dalla funzione di essere “come la Germania”.

Per questo i mercati scommettono che l’euro salterà. E per questo l’Italia deve al più presto recuperare l’autorevolezza per tornare a sedersi al tavolo europeo, come ha detto ieri Mario Monti. Non si è mai visto una carrozza trainata da un tiro a quattro in cui il passo debba essere quello del cavallo più veloce. Perché o gli altri tre cavalli crepano oppure, ancor prima, si ribalta la carrozza.

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http://www.chicago-blog.it/2011/11/18/eurocrisi-way-out-o-big-bang